Categoria: Vespertilia – Consigli di Goth-up

Capitolo 6: anni 90 – Romantic Goths/Vampires

I Romantic Goths

Tra gli anni 80 e 90 la cultura gotica ha continuato ad evolversi sia musicalmente che visivamente. Vedasi la diffusione ad esempio della Dark Wave, particolarmente in Germania, con band quali Xmal Deutschland, Clan of Xymox, …). Con l’avvento degli anni 90, mentre spopola il grunge, nella musica gotica iniziano ad avere sempre più visibilità nuove sonorità e nuovi generi.

La nascita dello stile

La musica del periodo

Nacquero e si diffusero lo stile ethereal e symphonic metal (che attecchirono molto anche tra i goth) caratterizzati dalle cosiddette “heavenly voices”. Si tratta di voci femminili soavi ed eteree, accompagnate da imperanti parti di tastiera che cercano di creare atmosfere che riprendano l’immaginario gotico classico. Band rappresentative possono assolutamente essere i Within Temptation ed i Nightwish.

Dal 1991 inoltre la parola gothic venne usata per descrivere un nuovo genere metal, con influenze più armoniche ed atmosfere gotiche. Tra i rappresentanti del genere possiamo citare Tristania, Moonspell, Theatre of Tragedy, Paradise Lost, My Dying Bride. Troviamo anche gli italiani Lacuna Coil e Theatres Des Vampires. Si diffusero anche i sottogeneri ambient goth (ad esempio i Dark Sanctuary), neo-folk ed electro (le basi per la EBM che oggi conosciamo).

Come band di grande rilevanza per il periodo, possiamo anche citare i Cradle Of Filth; essi hanno unito al loro symphonic black metal delle intense atmosfere gotiche. Oltre ad essi i Type 0 Negative, guidati dall’imponente e vampiresco Peter Steele. Con il loro gothic doom metal hanno portato una nuova chiave di lettura a temi religiosi ed altri già cari alle sopra citate band.

Una caratteristica comune preponderante in tutti questi gruppi è sicuramente il trarre ispirazione, per le proprie composizioni ed i propri testi, dalla letteratura gotica. Temi romantici, passionali, sognanti ma con forti pennellate oscure e cupe, fantastici e malinconici e che sottolineano un’inquietudine interiore.

La nascita dello stile dei Romantic Goths

Ed è proprio anche grazie all’attitudine delle cantanti di molte band del periodo che si diffonde come stile, i Romantic Goths. Proprio come per le band citate, per i Romantic Goths è importante il legame con la letteratura gotica e con gli aspetti della cultura vittoriana. Ecco perché è comune tra i Romantic Goths il profondo amore per le opere di autori come Horace Walpole, autore de “Il castello di Otranto” (il primo romanzo gotico mai scritto), Edgar Allan Poe, Baudelaire, Oscar Wilde, Emily Bronte, Lord Byron, il marchese De Sade, Guy de Maupassant, William Shakespeare, Mary Shelley, H.P. Lovecraft, Bram Stoker e, tra i moderni, Anne Rice.

Influenze cinematografiche

Questi ultimi due in particolare ci conducono anche a toccare una tematica cara ai Romantic Goths: i vampiri. Negli anni 90, infatti, lo spopolare dei film trasposizione dei libri “Dracula” di Bram Stoker e “Intervista col vampiro” di Anne Rice, portò alla ribalta la figura inquietante ma affascinante del vampiro, che influenzò fortemente i Romantic Goths. Tra le altre colonne portanti della filmografia a tinte gotiche/dark del periodo troviamo anche “Il Corvo” , “La famiglia Addams” ed i film del maestro Tim Burton.

La figura del vampiro, e delle varie creature oscure (fate, lupi mannari, streghe…), venne rappresentata molteplici volte anche da illustratori che sono diventati nel tempo tra i più apprezzati dai goth in generale. Tra questi possiamo annoverare Luis Royo, Victoria Francés ed Anne Stokes, ma i Romantic Goths apprezzano anche la pittura del romanticismo e dei pre-raffaelliti.

Il look

Il fascino per quel tocco di decadenza e di passato che fu, che riecheggia, come detto, nella musica e nella filmografia del periodo, non poteva che influenzare anche lo stile nell’abbigliamento e nel make-up. Questo stile, che si differenziava da quello usato fino al momento, era quindi molto più raffinato, ricercato e con elementi sempre più storici (siano essi vittoriani, medievali o elisabettiani). Le donne indossano per lo più gonne alla caviglia, spesso enormi e sostenute dai tipici sottogonna utilizzati tra il 700 e l’800, corsetti e top corsettati, tessuti di broccato, pizzo e velluto. Gli uomini si affidano a look Dandy, con cappotti e mantelli, oppure a pantaloni (spesso anche di pelle, per un tocco più metal) accompagnati da camicie e panciotti.

A predominare è il nero ma non vengono disdegnati colori come il viola, il bordeux, il grigio ed il verde scuro. Questo vale sia per l’abbigliamento che per gli accessori, indossati con grande precisione nella scelta. Choker in pizzo, gioielli ricchi con pietre colorate in stile barocco e vittoriano, guanti e mezzi guanti in pizzo, ciondoli derivati dal mondo fantasy o dai film, diademi, headpiece con fiori ed occhialini tondi. A completare il look ai piedi si diffonde l’uso delle Mary Jane (spesso ricoperte anch’esse di pizzo o velluto, come quelle del marchio Demonia) e di stivaletti in stile vittoriano per le donne, di scarpe eleganti o di “combat boots” (anfibi) per gli uomini.

L’hairstyle ed il make-up

E per quanto riguarda hairstyle e make-up? Bene gli uomini tendono spesso a portare i capelli molto lunghi e tinti di nero, raccolti in code o sciolti sulle spalle. Oppure mantengono capigliature corte rigorosamente pettinate all’indietro e fermate con gel e lacca. Per le donne invece si diffonde la moda dei capelli corvini lunghissimi, lisci e sciolti sulle spalle, oppure ammorbiditi da onde eleganti e spesso raccolti in capigliature che imitano quelle dei loro personaggi preferiti.

Per quanto riguarda il make-up, i look sono per lo più molto semplici ma d’effetto. Sia per gli uomini che per le donne diventa immancabile lo smokey eye nero (a volte bordeux o viola) ad intensificare lo sguardo, già sottolineato dalle diffuse lenti a contatto colorate. Fondotinta e cipria bianca aiutano riprendere il colorito mortifero tipico dei vampiri ad esempio. Le labbra vengono sottolineate da rossetti scurissimi oppure sbiancate dal fondotinta per poi ricreare un effetto cadaverico anche su di esse. Spesso inoltre i make-up ricalcano alla perfezione quelli di personaggi resi famosi dai film sopra citati, e diventati vere icone di stile.

Come realizzare il make-up al meglio

Dopo aver preparato la pelle con crema e primer idratanti mi sono dedicata agli occhi. Dovendo infatti realizzare uno smokey eye nero ho preferito realizzare per prima cosa gli occhi: il rischio di fallout è grande e non vogliamo sicuramente macchiare la nostra base. Per prima cosa con un kajal nero sono andata a riempire la palpebra per poi sfumare il kajal verso l’esterno. Con un ombretto nero sono andata poi a tamponare sulla matita kajal fissandola e continuando la sfumatura. In seguito con un ombretto bordeaux ho creato la sfumatura di transizione scaldando il trucco occhi. Con la matita kajal sono andata successivamente a riempire la rima inferiore per poi sfumare sotto l’occhio con l’ombretto nero e bordeaux. Per concludere il look occhi ho tracciato una linea di eyeliner ed ho applicato mascara volumizzante e ciglia finte.

Mi sono poi dedicata alla base stendendo un fondotinta leggermente più chiaro della mia carnagione (ma non troppo, non esageriamo con un effetto carnevalesco). Dopo aver corretto la zona occhiaie ed alcune imperfezioni con un correttore liquido ho fissato il tutto con una cipria trasparente vellutata ed un fissativo spray. A questo punto, con una polvere marrone freddo ho realizzato il contouring per scolpire il mio volto. A concludere la base ho applicato un po’ di illuminante bianco sull’osso zigomatico, sul naso, nell’angolo interno dell’occhio e sotto il sopracciglio. Nel mio caso le sopracciglia sono completamente disegnate da 0 (le ho rasate) e quindi le ho realizzate come primo passaggio. Per chi ha le sopracciglia questo è il momento di realizzarle: andate a riempirle con una pomade, una matita o delle polveri e definitele.

Per concludere il nostro make-up mancano solo le labbra. Con una matita burgundy sono andata a ridisegnare le labbra donando loro la forma stondata e carnosa perfetta. Sempre con la matita ho poi riempito la zona delle labbra per poi stendere una tinta labbra bordeaux.

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Capitolo 5: anni 80 – Deathrockers

I Deathrockers

Mentre in Inghilterra il movimento gotico vedeva la luce, in America nei tardi anni ’70, un nuovo sottogenere del punk nasceva nell’assolata California: il Deathrock.

La nascita del termine e dello stile

Il termine “death rock” fu utilizzato per la prima volta negli anni ’50 per riferirsi ad un sottogenere del rock’n’roll. Le sue tematiche si incentravano su adolescenti morti precocemente e su di una visione romantica della morte. Si riprese poi il termine quindici anni più tardi, attorno al 1979, per descrivere la musica di vari gruppi punk degli Stati Uniti occidentali. Ad oggi è incerto chi utilizzò per primo il termine ma, per alcuni, fu Rozz Williams dei Christian Death. Egli avrebbe etichettato la musica della propria band come “death rock”, infatti.

La musica dei Deathrockers

Quello che oggi definiamo death rock è un genere nato come derivazione della precedente scena punk e del nascente hardcore. Prese ispirazione, per i testi cupi, da film horror e noir, dal surrealismo e dall’iconografia religiosa. La scena death rock più attiva era certamente quella di Los Angeles capitanata da band quali 45 Grave, Christian Death, Voodoo Church e The Gun Club.

Ai tempi, tuttavia, queste band non erano considerate come appartenenti ad un nuovo sottogenere del punk. Bensì erano visti come gruppi punk con qualche elemento dark, motivo per il quale suonavano negli stessi locali frequentati da band punk, hardcore e new wave. Nello stesso periodo, nel Regno Unito, band come Sex Gang Children, Specimen, Alien Sex Fiend, vennero definite “positive punk” dalla stampa musicale inglese. Esse fondevano l’apparenza scenica del glam rock con quella dei primi gruppi gothic rock, e svilupparono un un proprio stile influenzato dall’horror.

Quando nel 1983 i The Gun Club ed i Christian Death suonarono vari live in Europa con queste band, possiamo dire che la scena gothic rock britannica e la scena death rock iniziarono quindi ad influenzarsi reciprocamente. Tra la fine degli anni ’80 e la prima metà degli anni ’90, però, la scena deathrock mondiale conobbe una fase di stallo. Questo a causa dello scioglimento e del cambio di indirizzo musicale di alcuni dei capostipiti. Inoltre si risentiva dell’assenza di nuove formazioni. Ma quali erano le caratteristiche visive e stilistiche dei Deathrockers?

Il look

Il look dei Deathrockers aggiungeva allo stile punk e trad-goth quelle influenze horror che lo caratterizzavano, creando look drammatici. La chiave, così come per il trad-goth, era il DIY: i deathrockers prendevano capi di abbigliamento e li customizzavano. Da paia di jeans e magliette strappati e poi tenuti insieme da spille da balia, all’uso di collant sbrandellati sovrapposti ai jeans stessi o alle maniche di giacche nere e chiodi di pelle. Spille, borchie, catene, lucchetti, toppe DIY, accessori legati all’iconografia religiosa e che riprendevano le forme delle ossa; ai piedi stivali borchiati, Dr. Martens accompagnati da maglie a rete o semitrasparenti. Insomma un look che sicuramente non passava inosservato. A completare il look, un ruolo importante lo avevano le capigliature ed il make-up.

L’hairstyle ed il make-up

I capelli venivano rasati sui lati, cotonati e eretti in infinite creste da mohicano (mohawk). Oppure venivano rasati da una sola parte e cotonati sull’altro lato e nella parte dietro della testa (backcombed style).

Per quanto riguarda il make-up possiamo affermare che molti dei look dei deathrockers erano estremamente simili a quelli già descritti per il periodo trad-goth/batcaver. Eyeliner grafici, base viso sbiancata, contouring grigio o nero e marcato, sopracciglia sottili ed allungate, labbra scure la facevano da padrone. A questi possiamo però aggiungere due tipologie di make-up.

La prima tipologia è molto simile al look descritto qui sopra ma prevede delle leggere variazioni. Ad accompagnare gli edgy eyeliner già citati, sulla palpebra si ricreava una sorta di smokey eye. Questo era molto intenso nero oppure si sceglieva di applicare ombretti bianchi o di colori che riprendevano le stampe spesso usate nello stile d’abbigliamento.

Il secondo è sicuramente la “painted face” che riprende un po’ il concetto del cosiddetto corpse painting. Molti componenti di band infatti portavano il make-up all’esagerazione cercando di trasformare il proprio volto per farlo assomigliare il più possibile a quello di un cadavere, se non addirittura a quello di uno scheletro.

Per il look che ho creato per voi mi rifarò alla prima tipologia di make-up appena descritta. Ho infatti realizzato uno smokey eye sui toni del nero e del viola accompagnato da un graphic liner.

Come realizzare il make-up al meglio

Come sempre partiamo da un buon primer per preparare la pelle. Ad assorbimento completo andiamo a stendere un fondotinta leggermente più chiaro del nostro incarnato ed un correttore nella zona occhiaie. Una volta steso ed amalgamato il tutto fissiamo con una cipria trasparente.

Per il contouring vado a scolpire il volto prima con una polvere marrone freddo e poi aggiungendo del nero. Se preferite un effetto più netto ed intenso utilizzate un foglio di carta. Questo vi farà da “righello” mentre andrete a scolpire le guance. Per le sopracciglia, con un eyeliner o una brow pomade, andiamo a creare un arco lungo, arquato e sottilissimo.

Tocca quindi agli occhi. Partiamo sfumando sulla palpebra (su cui è stato applicato un primer occhi o del correttore) un ombretto, in questo caso viola. Possiamo aiutarci anche creando una base con una matita del colore desiderato, per poi sfumarla e fissarla con le polveri. Una volta sfumato lo smokey eye (senza bisogno di colori di transizione in questo caso) passiamo all’eyeliner. Questo dovrà essere sottile ed a punta nella parte interna dell’occhio (con l’effetto “beccuccio” se volete), più spesso ampliando la linea. Alla fine tornerà ad essere sottile ed appuntito nella lunghezza. Nel mio caso ho allungato l’eyeliner anche nella zona della rima inferiore per poi sfumarlo con un ombretto nero. Infine l’ho unito con la parte superiore creando il beccuccio. Come ultimo dettaglio decorativo, con l’eyeliner in penna, ho creato una piccola ragnatela.

Per concludere il look mancano solo le labbra. Mantenendo la forma appuntita per l’arco di cupido, ho tracciato il contorno con una matita. In seguito ho steso una tinta labbra nera, stando attenta a rispettare i bordi. Per dare un tocco di particolarità e di luce ho quindi applicato con un pennello un ombretto shimmer sui toni del lilla.

Capitolo 4: anni 80 – Trad Goths / Batcavers

I Trad Goths / Batcavers

Il movimento gotico vide la luce tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80, con un carattere fortemente individualistico, apolitico e di supporto alla tolleranza per ogni tipo di diversità.

La nascita del termine “goth” e del movimento

Il termine “goth” venne utilizzato per la prima volta, in riferimento alla musica, nel 1967 dal critico John Stickney per descrivere la musica dei Doors, dopo un incontro avuto con il loro frontman Jim Morrison. Il termine venne poi ripreso per descrivere le atmosfere più sorde, soffocanti, tetre, malinconiche dello stile musicale che seguì l’adrenalina punk di qualche tempo prima. La cultura gotica è diventata di fatto il più longevo movimento culturale grazie alle varie ispirazioni a cui si è rifatta: la letteratura gotica, i film horror, culti e tradizioni mitologiche, l’arte dei Pre-Raffaelliti e molto altro. Di sicuro un ruolo molto importante lo ebbe proprio la musica.

La musica dei Trad Goths

Il movimento si sviluppò principalmente intorno alla realtà dei club. Nel 1977 le serate organizzate dal F Club di Leeds furono fondamentali alla crescita della cultura gotica, visto che portarono alla formazione di una delle più conosciute band gothic rock, i The Sisters Of Mercy. Nel 1982 poi, l’apertura del Batcave a Soho (Londra) diede l’opportunità di avere un importante punto di incontro per l’emergente scena. Il Batcave Club è tutt’ora un simbolo delle origini del movimento tanto che i goth old-school, o trad goths, vengono anche appellati con il temine “Batcaver”.

L’insegna del famoso Batcave Club a Londra

Tra le principali band che diedero spinta al movimento dal punto di vista musicale troviamo, oltre ai già citati The Sisters Of Mercy, i Joy Division, i Siouxsie and the Banshees, i Bauhaus, i The Cure, i Virgin Prunes, i The Damned, i Fields of the Nephilim, i The Cult.

Nonostante vengano considerati i capisaldi della scena, alcune band non hanno comunque mai descritto la propria come musica goth. Peter Murphy ha sempre dichiarato che i Bauhaus erano una glam band sebbene più tetra delle altre. Robert Smith ha sempre definito i The Cure come un gruppo pop. Sioxusie and the Banshees e Joy Division si sono sempre sentiti più affini al punk.

Il look

Intorno ai club e grazie allo spopolare delle canzoni delle suddette band trasmesse alla radio, la scena si fece sempre più fertile soprattutto tra i teenager. Questi ultimi erano i più attivi nel rivendicare la propria identità. Distintiva, aperta e tollerante, a favore della creatività individuale, della decostruzione dei ruoli e della libera espressione di se stessi. E quale miglior modo di esprimere sé stessi se non attraverso la moda, lo stile ed il make-up?

I Trad-Goth (o Batcaver) si sono sempre rifatti ai look più popolari delle principali goth icons, tra cui Peter Murphy, Ian Curtis, Robert Smith, Dave Vanian e soprattutto alla frontwoman dei Siouxsie and the Banshees. Susan Dallino, vero nome di Siouxsie Sioux, fu ed è tutt’ora una vera e propria icona di stile; i suoi look considerati ai tempi shockanti sono ancora oggi tra i più imitati dalle goth girls: calze a rete strappate, gonne di pelle e similpelle, pizzi, maglie modificate da lei stessa. Ebbene sì perché una delle prerogative, come abbiamo detto, era la libera espressione. Ecco perché alle origini del goth, lo stile era prettamente DIY (Do It Youself). I teenager acquistavano capi classici per poi modificarli a loro piacimento. Si aggiungevano toppe, spillette, spille da balia, applicazioni di vario genere, scritte e tanto altro.

Le caratteristiche ricorrenti però vedono l’utilizzo principalmente del nero, anche per i capelli (solitamente cotonati, spesso rasati in parte) e per lo smalto sulle unghie. Accessori con simboli occulti o legati a culti religiosi (croci, ankh,…), catene, piercing erano utilizzatissimi. Popolari erano camice e minidress neri, collant a rete o con trame di pizzo a fiori, chockers e le classiche winklepickers, diventate un simbolo dello stile Trad-Goth.

Il make-up

Per quanto riguarda il make-up le due parole chiave sono esagerato e nero. Solitamente i look Trad-Goth non sono altro che una rivisitazione più oscura e marcata dei look già visti per i Punk e per i New Romantics. Rimane la carnagione sbiancata, rimangono le linee di eyeliner allungate e grafiche. Rimangono anche le sopracciglia sottili, dritte e squadrate o lunghe a stondate.

Il cambiamento maggiore si vede per quanto riguarda rossetti e contouring. Se per i Punk ed i New Romantics il contouring era super colorato e le labbra solitamente rosse o colorate, per i Trad-Goth il contouring diventa grigio o nero e molto marcato. Le labbra mantengono la già diffusa forma appuntita ma si tingono di nero, di viola, di bordeaux e di rosso sangue.

Il trucco che ho realizzato è uno dei più rivisitati e copiati anche tutt’ora: mi rifarò infatti all’iconico make-up di Siouxsie Sioux.

Come realizzare il make-up al meglio

Dopo aver preparato la pelle con un primer ho steso un fondotinta leggermente più chiaro della mia carnagione. Ho corretto discromie ed occhiaie con un correttore liquido. Ho fissato tutto con una cipria trasparente in polvere libera. Sono quindi passata alla realizzazione del contouring, partendo da un marrone freddo, al quale ho aggiunto un po’ di polvere (ombretto) nera creando quindi un contouring grigio.

Conclusa la base ho creato le sopracciglia in stile Siouxsie, dritte ed abbastanza spesse, utilizzando una brow pomade e degli ombretti. In seguito, dopo aver preparato la palpebra con un correttore ho iniziato a realizzare il trucco occhi. Si tratta di una sfumatura grigio/nera su palpebra fissa e mobile: verso l’esterno viene allungata, mentre verso il naso rimane molto dritta partendo dalle sopracciglia e scendendo (in linea retta).

Con un eyeliner (in penna nel mio caso ma va benissimo anche quello in gel), ho realizzato l’eyeliner allungato e grafico che vedete. Oltre alla classica linea sulla palpebra superiore, ho tracciato una linea anche sotto la rima inferiore. Ho poi creato, vicino alla punta interna dell’occhio, un effetto a beccuccio. Lo spazio lasciato nel beccuccio è stato quindi riempito con un prodotto in crema bianco, che ho steso anche nella rima interna. L’ho quindi fissato con un ombretto bianco. Con dei prodotti in crema (o dei prodotti in gel facilmente sfumabili) nero e bianco ho creato i due triangolini che vedete al di sotto delle sopracciglia, con la punta rivolta verso il basso. Per concludere l’occhio ho applicato un mascara volumizzante.

Per le labbra ho scelto di utilizzare un rosso sangue. Ho quindi disegnato il contorno delle labbra con una matita, per poi stendere una tinta labbra. Sopra a questa ho applicato un gloss color ciliegia per rendere il tutto più scintillante.

Capitolo 3: anni 80 – New Romantics

I New Romantics

Nell’Inghilterra del 1979, tra proteste ed instabilità sociale, vedeva la luce un nuovo movimento. Esso voleva essere una risposta all’impoverimento attraverso i suoi look stravaganti ed eccessivi: stiamo parlando dei New Romantics.

La musica dei New Romantics

La scena New Romantic vide il fiorire di band basate sull’uso dell’elettronica e su di un’immagine ricercata e coraggiosa. Parlando strettamente a livello musicale, le band facenti parte dei New Romantics, fusero elementi del punk, del glam rock, della motown e dell’elettronica (soprattutto grazie all’utilizzo del synth). In questo modo crearono un mix di musica decadente, ballabile ed introspettiva. Tramite le loro canzoni i New Romantics raccontarono anche una serie di temi sociali, personali e sessuali: si affermarono infatti gruppi orgogliosi di cantare la propria omosessualità.

Duran Duran, Spandau Ballet, Visage, Ultravox, Eurythmics, Depeche Mode, Dead Or Alive e Culture Club sono solo alcuni dei nomi delle band che rientrarono in questo movimento. Esse furono poi d’influenza per moderne band tra cui anche Placebo ed Arctic Monkeys.

Il look

L’androginia spopolava nei New Romantics tanto che non era più in voga l’uomo virile: i nuovi sex-symbols indossavano moltissimo trucco, cotonavano e tingevano i capelli e cantavano in falsetto. Anche le donne creavano dei look unisex ed androgini, come ad esempio Annie Lennox degli Eurythmics.

L’eccesso del lusso era all’ordine del giorno con look futuristici, dandyani, costumi da pirata (come quelli di Adam Ant), broccato e velluto; nulla era però lasciato al caso e spesso gli artisti si affidavano a stilisti come Vivienne Westwood, Stevie Steward, David Holah e Colin Swift. Nel look esagerato rientravano anche pettinature cotonate ed impeccabili tanto quanto il mullet, ed ovviamente il make-up che ebbe un’importanza primaria.

Il make-up

Si partiva da carnagioni schiarite, a volte addirittura sbiancate come se il viso fosse una tela da dipingere, per poi creare look glam estremi o molto teatrali. Oltre al make-up da Pierrot Lunaire, reinterpretato in vari modi, molto diffuso era l’utilizzo di blush rosa intenso a forma di 3 (tempia, guancia e mascella), eyeliner nero per definire l’occhio, rossetti rossi, rosa o neri solitamente ripassati con del gloss, ombretti estremamente colorati ed intensi, glitter. L’intenzione era stupire, lasciare a bocca aperta chi li avrebbe visti, che fosse in un club (vera anima di origine del movimento) o che fosse nei video ufficiali delle principali band.

Iconici sono i make-up portati alla ribalta da Boy George, Steve Strange, Pete Burns ed Adam Ant. Per il look che ho creato per voi, però, mi sono lasciata ispirare dai make-up super teatrali dei clubkids, che hanno influenzato in larga parte anche i look del mondo drag degli anni ’80.

Come realizzare il make-up al meglio

Come detto precedentemente mi sono lasciata ispirare dai make-up portati alla ribalta dai clubkids (anche detti blitzkids), ma anche dagli iconici look di Boy George e Adam Ant.

Dopo aver steso un fondotinta opaco molto chiaro con una beauty blender, ho corretto la zona delle occhiaie con correttori in crema ed ho settato il tutto con una cipria bianca in polvere libera. Con l’utilizzo di un foglio di carta ho realizzato un contouring fucsia netto ed un contouring angolato nero/grigio sul mento e sulle tempie. Con la stessa tecnica ho creato una linea netta blu sugli occhi per poi creare un look occhi sfumato blu e verde acido. A questo, per completare il look occhi, ho aggiunto un eyeliner nero grafico e definito, una matita verde acido nella rima interna, un eyeliner glitterato argento per creare un punto luce ed un mascara nero.

Con un eyeliner in penna nero ho poi aggiunto dei dettagli sul viso, tra cui puntini, segni astratti e dei nei finti; con lo stesso ombretto blu usato sugli occhi ho creato anche una sfumatura sul naso. A completare il look, ho creato il make-up labbra con una matita ed una tinta blu: il labbro superiore è completo, sottile e con l’arco di Cupido appuntito, mentre il labbro superiore ha colore solo al centro e poi viene sfumato nel nulla. Ed ecco il mio trucco New Romantics.

Capitolo 2: anni 70 – Glam Rock

Il Glam Rock

Gli anni 70 vedono, principalmente nel Regno Unito, la nascita anche di un altro movimento giovanile, sviluppatosi intorno ad un genere musicale; stiamo parlando del Glam Rock.

Il look

Il Glam Rock fu soprattutto un fenomeno di costume che rotò intorno al look dei suoi artisti principali; essi promuovevano la spettacolarizzazione delle loro performances. Il look fatto di tute aderenti e brillanti, strass, piume e paillettes, vestiti eleganti ed appariscenti, scarpe platform fu reso popolare dall’apparizione a Top of the Pops di Marc Bolan, frontman dei T. Rex, nel 1971.

Stupire diventò una caratteristica tipica di questo stile; venne portata avanti anche da artisti non strettamente glam rock quali Iggy Pop, Elton John, Rod Stewart, Freddie Mercury, The Rolling Stones. In America il glam rock spesso si fuse con altri elementi; ciò portò alla nascita di quello che oggi conosciamo come Shock Rock, di cui è artista bandiera Alice Cooper. Gli artisti Glam Rock giocavano molto con l’androginia e con il non identificarsi nei tradizionali generi; questo argomento, unito al tipico look Glam Rock furono delle forti influenze per la nascita di uno dei più iconici musical: The Rocky Horror Picture Show di Richard o’Brian.

The Rocky Horror Picture Show

Nonostante l’ondata Glam Rock andò in declino dalla seconda metà degli anni 70, questo fenomeno musicale e di costume ha influenzato generi quali il Punk Rock, i New Romantics, il Deathrock ed il Gothic Rock. A ridare popolarità a vestiti eccentrici e lustrini fu poi il Glam Metal/Sleaze Metal, sia nell’ondata anni 80, che degli anni 2000. Si tratta di heavy metal che strizza l’occhio al pop e rappresentato da band quali Def Leppard, Motley Crue, W.A.S.P., Guns’n’Roses, White Snake, Europe e Kiss e, recentemente, da Reckless Love, Hardcore Superstar, Crashdiet. Anche in Italia abbiamo avuto un personaggio immerso ampiamente nello stile Glam Rock, con i suoi look sgargianti e che strizzavano l’occhio all’androginia. Chi? Renato Zero, che per alcuni, non a caso, sarebbe il vero inventore del Glam Rock.

Make-up

Il make-up in questo stile era fondamentale, ma come per il punk, non possiamo dire che esista una vera e propria regola. Si passava da smokey eyes a veri e propri facepainting, da esplosioni di colore ad edgy eyeliner e look grafici. Una nota comune a tutti i look erano colori sgargianti e l’uso a volte smodato di glitter ed effetto metalizzato. Queste caratteristiche influenzeranno fortemente anche i make-up di alcuni New Romantics quali i Culture Club.

Il look che ho scelto di realizzare per voi è un grande classico, ripreso da un make-up iconico del compianto David Bowie. Dal tardo 1971, egli sviluppò il suo personaggio Ziggy Stardust incorporando elementi di professional make-up e look Glam Rock nelle sue esibizioni.

Come realizzare il make-up al meglio

Dopo aver steso un primer illuminante sul viso, ho realizzato una base opaca di una tonalità più chiara della mia carnagione usando sia un pennello duo fibre che una beauty blender. Una volta aver corretto la zona occhiaie ho fissato tutto con una cipria trasparente in polvere libera.

Per il trucco occhi ho lavorato con un ombretto rosso ed uno bordeaux per creare la sfumatura interna tra naso, occhio e zona delle sopracciglia, e la sfumatura esterna. Ho poi applicato un ombretto oro sulla palpebra mobile e l’ho sfumato verso la zona delle sopracciglia, per poi applicare una matita oro nella rima interna. Per completare il look occhi ho applicato un mascara volumizzante nero.

Sulla pallida base viso ho disegnato con una matita rossa e l’ausilio di un tappo tondo un cerchio sulla fronte; utilizzando gli stessi ombretti usati per gli occhi ho riempito il cerchio con ombretto oro, e sfumato verso l’esterno con il rosso e bordeaux. Con un blush rosso ho creato poi una sorta di contouring molto marcato ma ben sfumato.

Per le labbra, ho dapprima definito il bordo esterno con una matita per poi riempire con una tinta labbra rosso ciliegia alla quale, una volta asciutta, ho applicato una leggera sfumatura dell’ombretto oro usato per gli occhi.

Capitolo 1: anni 70 – Punk

Il Punk

Gli anni ’70 furono gli anni delle proteste, dei movimenti studenteschi e della provocazione; non a caso, furono anche gli anni della nascita del movimento Punk, simbolo di una realtà giovanile che non crede più nei vecchi ideali.Il termine Punk (“di scarsa qualità, da due soldi”) scaturì dalla musica punk rock, considerata rozza, rumorosa e ribelle; tra i maggiori esponenti del genere possiamo trovare The Stooges, Ramones, Clash, Blondie, Patti Smith, Iggy Pop. Il Punk nacque musicalmente parlando negli Stati Uniti, ma è nel Regno Unito che si sviluppò la vera e propria ideologia ed il look.

Il look

La maggiore influenza per il look venne dai Sex Pistols, band nata nel 1975 grazie a Malcolm McLaren ed alla moglie stilista Vivienne Westwood: i due raggrupparono commessi del loro negozio “Sex” (che proponeva articoli sadomaso ed alternativi), frequentatori e conoscenti, teppistelli del quartiere per fondare un gruppo dalle caratteristiche provocatorie e grezze e ne studiarono l’abbigliamento.

Vestiti strappati, giubbotti e pantaloni di pelle spesso decorati con bombolette spray, vestiti bondage. Ai piedi i punk indossavano le creeper, oppure converse (soprattutto Converse All Stars) e più tardi gli anfibi Dr. Martens neri o colorati. Come accessori venivano usati catene, lucchetti come collane, collari borchiati e spille da balia spesso usate come piercing, e tutto ciò che era appariscente e provocatorio caratterizzavano il look punk.

Tutto questo si rifletté anche su capigliature e make-up. I capelli erano corti e colorati, oppure trattati con brillantina e gel per formare grandi creste (mohawak) sia per i ragazzi che per le ragazze.

Make-up

Per quanto riguarda il make-up, non esisteva una vera e propria regola; tutto ciò che non era utilizzato normalmente nel make-up canonico del periodo (che era molto soft e naturale) era una valida ispirazione: contouring di colori sgargianti dal fucsia all’arancio, edgy eyliner neri allungatissimi e grafici, strisce casuali di colore vario anche sugli occhi, rossetti scuri, carnagione schiarita. Tutte caratteristiche che avranno grande influenza sui primi make-up gotici, che toglieranno però in parte l’uso del colore.

Non possiamo quindi dire che esistesse un solo make-up punk ma, quello che ho realizzato per voi, prende ispirazione da Nina Hagen, cantautrice tedesca che collaborò con Sex Pistols e Vivienne Westwood, ed il cui make-up si avvicina fortemente a quello portato poi alla ribalta da Siouxsie Sioux e da gruppi come le Strawberry Switchblade.

Come realizzare il make-up al meglio

Per realizzare il make-up che vedete sono partita dalla base, realizzandola il più opaca, chiara e perfetta possibile, stendendo il fondotinta con una beauty blender. Ho poi corretto le occhiaie ed effettuato un highlighting in crema per poi fissare tutto con una cipria trasparente in polvere libera.

Mi sono poi dedicata al trucco occhi, utilizzando un eyeliner in penna e realizzando una lunga coda che dall’occhio risale verso la tempia. Un’altra valida opzione è realizzare i bordi esterni più precisi con un eyeliner e poi andare a “riempire” con un kajal nero da fissare poi con un ombretto nero. Se al posto dell’eyeliner in penna preferite usare un eyeliner gel con pennello va comunque benissimo. Una volta fatta la lunga coda, con un kajal nero ed un ombretto andiamo a completare il trucco occhi inferiore, prima di andare ad applicare il mascara. Per le sopracciglia ho utilizzato un gel sopracciglia con un pennello angolato per formare un sopracciglio allungato e che segue parallelamente la linea di eyeliner; verso il naso il sopracciglio forma una sorta di uncino.

Per completare la base ho dapprima realizzato un contouring leggero con un color taupe; sono andata a lavorarci poi sopra con un colore intenso (in questo caso fucsia). Le labbra sono state prima disegnate con una matita per definire la forma desiderata, che in questo caso vuole l’arco di cupido a punta. Per il colore ho rispettato la moda di allora utilizzando un rossetto cremoso bordeaux.

In questo modo il trucco di riproduzione vera e propria del make-up di Nina Hagen è concluso. Ho voluto però trasportarlo in una dimensione più moderna ed editorial aggiungendo un illuminante che negli anni 70 non era usato dai punk.

© 2022 Silvia Daria B. MUA

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