Look dalla serie dedicata ad Hallowen 2020

Buona sera a tutti quanti! Vi sarete chiesti dove fossi finita. Ebbene so di essere un po’ sparita ma ho affrontato un periodo molto difficile per me a livello di energie e psicologico. Ora sono riuscita finalmente a trovare un equilibrio congeniale, giusto in tempo per Halloween 2020, e sono tornata.

Halloween è ovviamente già alle spalle ma per me è Halloween ogni giorno. Per questo motivo ho deciso di proporvi un articolo un po’ diverso dal solito per segnare il mio ritorno. Ho deciso infatti di spiegarvi al meglio i look che ho creato per la mia serie dedicata ad Halloween 2020. Siete pronti?

Il concept della serie di Halloween 2020

Quando il periodo di Halloween si avvicina ogni make-up artist ed appassionato di make-up entra in grande fermento. Purtroppo però i look realizzato sono spesso già triti e ritriti. Come ovviare a questo per distinguermi dalla massa? Ho studiato a lungo quale via seguire fino a che non ho avuto l’illuminazione per questo Halloween 2020: il folklore ed i culti del mondo.

Vi domanderete cosa possa azzeccarci con Halloween. Avete mai pensato a quanto alcuni personaggi folkloristici o di culti di altri paesi possano essere inquietanti e sanguinari? Basta pensare alla Llorona, proveniente dal folklore del Sud America. Essa ha più o meno la stessa funzione del nostro Uomo Nero ma assume dei tratti veramente terrificanti. Ebbene è da ciò che è partita la mia ricerca ed il mio studio.

La tematica mi era chiara: personaggi del folklore, della mitologia e di culture/culti stranieri legati al concetto di morte e decisamente inquietanti. Non rimaneva che selezionarli in base alla fattibilità di un make-up ispirato a loro per poi realizzare delle bozze (facechart). La mia decisione è ricaduta su sei figure (sia per mancanza di energie che di tempo) di cui ora vi mostrerò il look e vi spiegherò meglio la storia. Benvenuti nel mio Halloween 2020!

Shinigami (mitologia/culto giapponese)

Nella mitologia giapponese, gli Shinigami sono la personificazione della morte. Si tratta di dei (dalla varie forme e caratteristiche) che affiancano Enma, la divinità degli inferi. Il loro ruolo è quello di psicopompi, ovvero accompagnatori delle anime nell’aldilà. Sono diventati particolarmente famosi al di fuori del Giappone grazie all’anime “Death Note”. Nell’anime si mostra come gli Shinigami siano soliti scrivere i nomi della anime che dovranno trasportare nell’aldilà su di un quaderno nero.

Per il mio look ispirato allo Shinigami non ho voluto rifarmi ad un preesistente esempio, per potermi sbizzarrire. Essendo una rappresentazione della morte ho voluto cercare di proporre una forma di teschio pur non presentandolo nel classico modo. Bensì l’ho creato come se fosse stato realizzato grazie ad un make-up tipico del teatro Kabuki. Per sottolineare il legame con la morte ho voluto dipingere sulla fronte il kanji che rappresenta la parola “morte”. Ho inoltre utilizzato lo splendido Coffin Notebook di Lauraisdead per ricordare il quaderno nero su cui gli Shinigami appuntano i nomi delle anime.

Caronte (culto religioso greco e romano)

Nel culto religioso greco e romano, Caronte è il traghettatore dell’Ade. Il suo ruolo è quello di psicopompo infatti: egli trasporta su una barca le anime dei morti da una sponda all’altra dell’Acheronte. Per fare ciò Caronte chiede un obolo. Nel culto religioso greco e romano infatti i morti venivano seppelliti con delle monete. Questo serviva a far sì che la loro anima potesse pagare il traghettatore. In caso contrario, l’anima sarebbe stata costretta a vagare persa per sempre.

Nella Divina Commedia, il sommo poeta Dante Alighieri lo descrive come un vecchio smunto e dagli occhi infuocati. Dante incontra Caronte, sull’Acheronte, nel Canto III dell’Inferno.

Ed ecco verso noi venir per nave un vecchio, bianco per antico pelo, gridando: “Guai a voi, anime prave!” (…)

Caron dimonio, con occhi di bragia, loro accennando, tutte le raccoglie; batte col remo qualunque s’adagia.

Per il mio close-up dedicato a Caronte ho deciso di ispirarmi proprio a quel “occhi di bragia” usato da Dante per descriverlo. La fiamma principale e più grande rappresenta proprio Caronte, il traghettatore. Per lui ho scelto i colori del nero, del viola e quelli tipici di una fiamma (rosso, arancio e giallo). Le fiammelle intorno, che ricordano dei fuochi fatui sia per colore che per forma, rappresentano invece le anime trasportate da Caronte.

Camazotz (mitologia/culto Maya)

Nella mitologia Maya, il Camazotz è una divinità dalle sembianze di pipistrello. Il suo culto è nato presso gli Zapotechi ma il suo nome compare ovunque nella mitologia dell’America Latina. Viene solitamente rappresentato con un coltello sacrificale in una mano e la vittima nell’altra. I pipistrelli compaiono anche nel Popol Vuh, considerato il libro sacro dei Maya. Secondo il testo, il Camazotz sarebbe una figura proveniente da un mondo di mezzo e che porterebbe con sé la morte. L’associazione alla morte non è dovuta solo alla sua relazione con la notte e l’oscurità: si rifà soprattutto al fatto che il Camazotz era considerato il responsabile delle decapitazioni.

La sete di sangue del Camazotz potrebbe essere stata uno dei motivi principali del declino della civiltà Maya. Per ingraziarsi il dio infatti venivano effettuati sacrifici umani: più il suo culto si diffondeva, più i sacrifici aumentavano, dimezzando la popolazione.

La dualità del dio Camazotz (pipistrello-uomo) lo ricollega ad un famosissimo personaggio dei fumetti: Batman. Che i creatori del giustiziere uomo-pipistrello abbiano preso ispirazione dal Camazotz? Possibile ma non c’è certezza.

Per la mia interpretazione del Camazotz ho voluto sottolineare la dualità uomo-pipistrello proponendo una sorta di maschera. La forma scelta è quella del teschio di pipistrello su cui ho disegnato delle decorazioni simili a quelle dell’arte Maya. Ho costruito poi con carta delle orecchie/ali ed ho ricreato nuovamente, in effetto 3D sul petto, delle decorazioni Maya. Per sottolineare il suo collegamento ai sacrifici umani ho deciso di utilizzare anche del sangue finto ed un finto cuore umano.

Topielec (folklore slavo)

Nel folklore slavo la parola Topielec è il nome dato ad alcuni spiriti dell’acqua. Si tratta di anime di persone morte annegate, che rimangono intrappolate nelle acque che hanno segnato la loro fine. Questi spiriti non sono affatto benevoli. La loro dannazione è la solitudine nelle acque. Per questo motivo continuano ad uccidere altre persone, risucchiandole nelle paludi e nei laghi. In questo modo potranno avere nuova compagnia nelle acque.

Per la mia interpretazione del Topielec mi sono lasciata ispirata dall’idea di un cadavere appena ripescato dall’acqua. Ho scelto un colorito tra il violaceo e l’azzurrognolo, sciupato e pieno di chiazze di alghe. Non è stato semplice creare questa figura in quanto non ci sono moltissime rappresentazioni a cui potessi aggrapparmi. Mi sono quindi sbizzarrita cercando di creare qualcosa di abbastanza realistico ed al contempo inquietante.

Morrigan (tradizione/culto celto-britannico)

Nella mitologia celto-britannica, Morrigan è la divinità legata alla morte ed alla distruzione. Il suo nome sembra derivare da “mor” (grande) e “rigain” (regina). Essa viene spesso accostata ad altre figure divine femminili (Babd Chatha, Macha, Nèmain) con le quali condivide caratteristiche fondamentali. Come molte altre dee irlandesi e britanniche, Morrigan si può trasfigurare. Può apparire come corvo o cornacchia oppure come una dea imponente ammantata di piume nere. Altre volte può apparire come una splendida fanciulla sensuale e vestita di stoffe purpuree e dai capelli rossi.

Essa assume, come detto, la forma di corvo e vola sugli scontri bellici e le battaglie infondendo coraggio, forza e rabbia per spingere i soldati a combattere con più vigore. Impiega la sua forza per volgere le sorti della battaglia in favore dei suoi protetti. Alla fine degli scontri Morrigan si reca sui campi di battaglia per raccogliere i caduti per potersene poi nutrire.

Per il mio close-up ispirato a Morrigan ho deciso di concentrarmi principalmente su due colori: il nero ed il rosso. Sono colori, come detto in precedenza, connessi alla rappresentazione della dea. Inoltre richiamano le tenebre ed il sangue. Per riallacciarmi ancor di più a Morrigan ho deciso di realizzare con l’eyeliner delle linee che ricordassero il movimento delle piume di un corvo. Ho poi applicato una piuma nera insieme a delle ciglia finte.

Pesta (folklore norvegese)

Nel folklore norvegese, Pesta è la raffigurazione umana della Peste Nera. Veniva descritta come una donna anziana e pacifica, vestita con una gonna rossa ed un cappuccio scuro. Essa vaga per i paesi, di fattoria in fattoria, vola sulle montagne o viaggia per nave portando con sé la malattia e la morte. Se veniva avvistata spazzare a terra con la sua scopa ciò significava che tutti gli abitanti sarebbero morti. Se invece veniva vista trascinare il suo rastrello a terra, ciò significava che qualcuno sarebbe sopravvissuto.

La creazione della figura di Pesta fu un tentativo di dare una spiegazione a ciò che allora era qualcosa di incomprensibile e spaventoso come la morte per peste bubbonica. La descrizione dell’incedere di Pesta nelle campagne è la metafora della diffusione stessa della peste.

Per il mio look ispirato a Pesta ho deciso di creare dei bubboni utilizzando la colla a caldo per poi applicarli con del mastice. Ho deciso di creare poi una base uniforme utilizzando il make-up aerografico. Ho lavorato poi con aquacolor e polveri per realizzare l’effetto mortifero, i lividi e le sfumature. Con il lattice liquido ho creato l’effetto rughe sulle labbra, e con le polveri ho evidenziato le rughe nasolabiali e della fronte per dare l’idea della vecchiaia. Con gli aquacolor ho poi annerito le dita per ricreare l’effetto di cancrena dovuto alla peste.

Dettagli dei look e contatti

Se volete scoprire quali prodotti ho utilizzato per questi look di Halloween 2020 o semplicemente seguirmi sui miei social qua sotto trovate i link.

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