Industrial Goth

Gli anni 90 non furono solo gli anni del grunge, del gothic metal e del symphonic metal. HIM, band rock finlandese, con i propri singoli iniziò a spopolare portando un po’ l’idea del gotico anche nel mainstream. Grazie alle influenze visive e musicali “oscure” che li contraddistinguevano portarono (insieme alla cinematografia citata nel capitolo precedente) ad una diffusione più ampia della moda e dell’estetica gotica.

La diatriba intorno a Marilyn Manson

Ci fu in quel periodo un altro personaggio che trasportò questa estetica nel suo stile e nelle sue esibizioni. Al contrario di un gruppo come gli HIM, a causa della sua verve, dell’essere senza peli sulla lingua e volutamente provocatorio, portò alla formazione di stereotipi negativi nei confronti della cultura e dello stile gotico. Avrete sicuramente capito che mi sto riferendo a Marilyn Manson ed a tutte le polemiche nate intorno alla sua figura ed alla sua musica. Ma Marilyn Manson è goth?

Porre una domanda del genere alla maggior parte dei goth crea l’orticaria. In generale viene percepito come un ladro dello stile, accusato di aver clonato il look gotico senza però promuoverne la tradizione musicale. Un peccato imperdonabile per i più. Penso che la risposta alla domanda in realtà possa essere contemporaneamente in parte oggettiva ed in parte soggettiva. Se ci si basa puramente sulla questione musicale, nelle sue canzoni mancano i suoni classici del goth (misteriosi effetti di chitarra, basso prevalente, …) quindi non può rientrare nel genere. Bisogna posizionarlo quindi tra l’heavy metal e l’industrial metal. Ed è proprio su questo stile che ci concentreremo: dagli anni 90 ebbe grande rilievo ed influenzò anche il mondo gotico e lo stile.

La nascita dello stile

La musica Industrial metal

L’industrial metal è un genere nato alla fine degli anni 80 dalla fusione dell’heavy metal e della musica industrial. Possiamo dire che il primo tentativo lo effettuarono i Cabaret Voltaire. Già a cavallo tra gli anni 70 ed 80 essi provarono ad aggiungere al sound minimale e ritmato dell’industrial tradizionale, strumenti come basso e batteria; ciò fa di loro quindi dei precursori dell’industrial metal.

Alcuni album dei KMFDM (nati nel 1984) rappresentano il passaggio da industrial a industrial metal. Saranno poi i Ministry a decretare la nascita del genere. Esso fiorì poi nei primi anni 90 in particolare nel Nord America, diventando una forza commerciale nel 1992, quando i Nine Inch Nails ed i Ministry divennero disco di platino in America. Entrambi ottennero la nomina come Best Metal Performance per i Grammy Awards di quell’anno; la categoria fu vinta dai Nine Inch Nails guidati dal loro frontman Trent Reznor. A seguito del successo dei NIN, Marilyn Manson (il “protetto/figlioccio” di Reznor) si prese il suo posto nella scena. Insieme a lui altrettanti altri artisti e gruppi (alcuni già attivi, altri da considerarsi delle novità) che dalla meta degli anni 90 fecero raggiungere lo zenith del genere: Rob Zombie, i tedeschi Rammstein, The Young Gods, Static-X, Skinny Puppy, Die Krupps, Oomph!.

È difficile trovare un filone comune tra tutti i gruppi industrial metal ma il sound presenta alcune caratteristiche. L’utilizzo di classici strumenti del genere metal (chitarra elettrica, basso, batteria) a cui si affiancano parti elettroniche creati con software o con strumenti musicali quali tastiere, campionatori, batterie elettroniche e sintetizzatori. Le voci (per lo più maschili) si affidano a parti pulite tanto quanto all’uso dello scream e di effetti che distorcono il suono. Il genere divenne così popolare che anche artisti hip-hop cercarono di creare collaborazioni con band ed artisti industrial metal. Che sia stata anche questa linfa per la nascita del genere nu metal? Band infatti come Korn e Deftones (ritenuti iniziatori del genere) sono state fortemente influenzate dallo stile industrial metal.

L’incontro tra musica e cinematografia

La già citata popolarità del genere industrial metal fece si che le colonne sonore di alcuni film usciti nel anni 90 usassero singoli di grande rilievo nel genere. Non stiamo parlando dei film di Tim Burton legati più al mondo romantic. Bensì parliamo di film altrettanto cupi quali “Il Corvo” e soprattutto la trilogia di “Matrix”. Nel primo film, infatti, molteplici canzoni che possiamo ascoltare mentre seguiamo le vicende di Neo provengono proprio dall’industrial metal e dal nu-metal. Questi film influenzarono fortemente anche la moda e lo stile, anche mainstream, ma soprattutto quello metal e gotico.

La nascita dello stile Industrial Goth

Molti goth infatti apprezzarono ed iniziarono a seguire il genere musicale così come quello cinematografico; questo portò alla creazione di un vero e proprio stile che oggi possiamo definire Industrial Goth, fortemente legato però allo stile Rivethead. Per Rivethead (nome preso dal titolo di una canzone di una delle prime band del genere) si intente il fan della scena musicale industrial dance. Sono coloro che ascoltano quel genere emerso alla fine degli anni 80 e che include electro-industrial, EBM e industrial rock. I Rivethead non sono goth ma, negli anni 90 a causa di tutte le influenze comuni, spesso venivano confusi. Come sappiamo infatti anche molti goth ascoltano EBM, electro-industrial e come detto prima anche industrial metal.

L’Industrial Goth non è quindi una derivazione dei Rivethead bensì uno stile derivato dalla fusione dello stile goth già esistente con elementi legati alla scena Industrial. Il punto più comune alle due sottoculture (goth e rivethead) negli anni 90 fu proprio lo stile nell’abbigliamento. Esso includeva influenze dallo stile militare (che ritroviamo anche nel cosiddetto Military Goth, es. la band Nachtmahr), dall’estetitca punk e fetish.

Il look

Cosa indossano quindi gli Industrial Goth? É un stile alquanto semplice e non rindondante, che spesso ricalca l’abbigliamento proprio di personaggi dei film sopracitati. Gli uomini scelgono look basic con pantaloni cargo (neri o oliva) accompagnati da semplici magliette o tank top (nere, oliva, o con stampe legate alle band) ed ai piedi i classici combat boots. Oppure optano per look più particolari imitando spesso lo stile di Neo da “Matrix” (pantaloni in pvc o pelle nera, maglie a rete, lunghi e pesanti cappotti di pelle, piccoli occhiali neri). Le donne optano solitamente per look più fetish con ampio uso di pvc e pelle sotto forma di corsetti, stringivita, leggings, pantaloni e vestiti, solitamente accompagnati da alti tacchi o da combat boots anche per esse. Diventano inoltre popolari le New Rock e le Demonia, scarpe solitamente dotate di zeppe molto alte e di tacchi in metallo, usate sia da uomini che da donne.

A completare i look si aggiungono choker e cinture di pelle con i cosiddetti o-ring, accessori borchiati, piercing in gran quantità, guanti in rete e buste militari, per lo stile Military Goth.

L’hairstyle ed il make-up

Altrettanto rilevanti sono le pettinature: Mohawk, capelli rasati totalmente o solo sui lati, code alte per le donne o lunghi capelli corvini e lisci. Ed il make-up?

Generalmente i make-up legati allo stile Industrial Goth sono “look da combattimento” quindi non estremamente complessi: smokey eyes neri, labbra scure, contouring marcato. Diventa di moda rasarsi completamente le sopracciglia o solo parzialmente per poi ridisegnarle a piacimento o non disegnarle affatto. In quest modo si creano quei look androgini e quasi alieni che sono stati il tratto distintivo dello stile di una personalità quale Marilyn Manson, e che anche i goth che tanto non lo sopportano hanno copiato.

Come realizzare il make-up al meglio

Avendo già affrontato lo smokey eye nel capitolo precedente, dedicato al Romantic Goth, ho deciso di realizzare per voi un look ispirato proprio al folle Marilyn Manson.

Per prima cosa, dopo aver preparato la pelle, mi sono dedicata a creare una base ben opaca e pallida. Su questa ho lavorato con polveri marroni fredde per creare il contouring sotto gli zigomi e sul naso.

Con una matita kajal nera ho poi preparato la base per il mio trucco occhi, sfumandola con un pennello, per poi fissarla con un ombretto nero. Con un ombretto bordeaux ho poi sfumato l’esterno per un effetto più profondo ed inquietante. Come potete vedere i bordi esterni della sfumatura non sono volutamente perfetti: questo permette di ricreare quell’effetto “sbavato” tipico di molti look di MM. Dopo aver steso una matita nera nella rima interna, ho realizzato lo stesso procedimento della palpebra: ho sfumato la matita, fissata con ombretto nero e sfumata con ombretto bordeaux. Per completare il look occhi ho steso un mascara volumizzante ed applicato ciglia finte.

Per le labbra mi sono rifatta ad una tipologia di effetto usato molto da MM: l’ombré lip portato all’eccesso. Con una matita nera ho delineato il nuovo bordo delle mie labbra esagerando le dimensioni. L’ho poi sfumata verso l’interno del labbro per poi applicare una tinta labbra nera sul bordo esterno. Con un pennello da sfumatura occhi ho poi picchiettato al centro delle labbra una tinta labbra rossa che ho sfumato con la nera. Mi raccomando: per riuscire ad ottenere una buona sfumatura con le tinte labbra bisogna avere manualità e soprattutto lavorarle mentre sono ancora bagnate.

Ed ecco il look completato.

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